La nostra storia

La nascita del casale dei Tre Archi risale al periodo a cavallo fra i secoli XVIII e XIX: le sue dimensioni all’epoca erano più contenute, era presente infatti solo l’area che oggi accoglie la sala ristorante e dove una volta c’erano stalla e  cantine.
Al piano superiore c’erano l’abitazione, il locale di stagionatura dei prosciutti e quello dove venivano depositate le olive prima della frangitura.
In epoche successive è stata costruita la parte centrale del casale: il primo piano era utilizzato come abitazione dai proprietari del fondo, mentre al piano terra si trovavano  sempre le cantine, le stalle degli ovini, dei bovini e dei maiali.
Agli inizi del 1900 fu edificata l’ultima parte del casale, attuale abitazione dei proprietari, il cui piano terra era utilizzato come letamaia, mentre al piano superiore si trovava il fienile. Gli archi di mattoni che ne caratterizzavano le facciate sono visibili ancora oggi, in particolare nella facciata Nordest. Questi archi – che danno all’agriturismo il suo attuale nome – riportano alla memoria le facciate arcuate e aperte dell’antico fienile.
La storia e i racconti dell’ultima famiglia di contadini che lo ha abitato ci documentano come, in questo antico podere, si sia sempre svolta un’intensa attività agricola: ecco perché abbiamo ritenuto imrescindibile la ripresa e la valorizzazione dell’identità originaria.
A Pomarance, come a Volterra, si lavora l’alabastro fin dal tempo degli Etruschi: nei campi intorno alla casa e in tutta la zona limitrofa, affiorano qua e là pietre bianche, che altro non sono che gli scarti della lavorazione dell’alabastro, trasformatisi in gesso col passare del tempo.
Da questo deriva il nome I Gessi che il podere ha mantenuto per secoli.

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